Di Antonio Mellone (del 17/01/2014 @ 07:24:05, in NohaBlog, linkato 2954 volte)

Non è che non me ne vada bene una: è che certe enormità non possono essere prese sotto gamba, o passare inosservate (almeno per un osservatore nohano che abbia i riflessi un po’ meno allentati di quelli di un bradipo).

Negli ultimi tempi a Noha s’è assistito ad un viavai di eventi religiosi di grande risonanza. E i primi “fedeli” a sentirne il richiamo sono stati – c’era da scommetterci – alcuni dei nostri politici, pronti a presenziare ed a sfilare impettiti, ed ove possibile con tanto di fascia tricolore (no, non è il nostro sindaco: questi si fa vedere solo accidentalmente, ed in campagna elettorale) immediatamente alle spalle delle teche contenenti le insigne reliquie dei santi di volta in volta ospitati e portati in processione (tanto che a volte si ha il dubbio su chi sia effettivamente la reliquia, ndr).

Ma il fatto da rilevare non è tanto il presenzialismo dei nostri cosiddetti amministratori. Anzi, in mancanza d’altro ci accontentiamo, come dire, anche delle loro apparizioni ad ogni dimissione di papa, o in subordine ad ogni transizione da Noha di sacre spoglie. Però almeno in quelle rare volte ci facciano la grazia (i politici, non i santi!) di non fare la figura dei pivelli che non hanno contezza nemmeno delle più elementari norme del galateo per aspiranti uomini (o donne) di Stato.

 
Di Redazione (del 17/01/2014 @ 07:03:08, in Cronaca, linkato 2642 volte)

Stava attraversando via Giotto sulle strisce pedonali quando è stata travolta da un furgoncino Nissan. Ora la signora L. C. , 57 anni, titolare di una lavanderia di Noha, è ricoverata in neurochirurgia al 'Vito Fazzi'. L'investitore, un settantenne di Alliste, si è immediatamente fermato per soccorrerla. "Era molto spaventato ed ha subito detto di non averla vista" -hanno raccontato alcuni testimoni ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Gallipoli. I sanitari del 118, partiti da Martano, constatata la presenza di un trauma cranico, hanno avuta la disposizione di trasportare la signora all'Ospedale di Lecce. "Ho sentito il neurochirurgo e l'ortopedico -dice Daniela Sindaco, legale di L.C. - mi hanno assicurato che la mia assistita non è in prognosi riservata ma non si sono, comunque, espressi sui tempi di guarigione".

 
Di Albino Campa (del 16/01/2014 @ 21:02:08, in Presepe Vivente, linkato 1837 volte)

I protagonisti più amati dai bambini e non solo.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 16/01/2014 @ 07:41:59, in Cimitero, linkato 2954 volte)

Camminando per le strade di questa grande città che è Torino, fino a una ventina di anni orsono, mi imbattevo spesso in grandi cassoni pieni di rifiuti di ogni genere, a volte anche di oggetti ancora in buono stato. Nel mentre, pensavo al mio paese dove mai avrebbero gettato nulla che non fosse stato riutilizzabile. Mi sbagliavo di grosso.
Il malcostume del “buttare” e “comprare” cose inutili, ahimè, è dilagato ovunque. Adesso leggo, perfino su quotidiani galatinesi, che i cinesi fanno grandi affari con i materiali di riciclaggio di opere dismesse. Perdiamo la saggezza perché dimentichiamo il passato, ma ora finalmente ci accorgiamo che i rifiuti ci costano un occhio della testa. Meglio tardi che mai.
 
La stessa cosa vale per il cimitero. Nei camposanti di Torino e cintura, dove tuttora risiedo,  le sepolture hanno un contratto decennale. Dopo dieci anni, quel che resta delle salme, viene rimosso e, pagando il giusto, ricollocato in cellette piccolissime, oppure conferite nell’ossario comune. Prova concreta di come finisce la storia materiale di ognuno di noi.
Certo è edificante pensare che ognuno di noi valga quanto un sovrano, e quindi degno di sepolture monumentali, ma di fatto sovrani dovremmo esserlo in vita e nel rispetto del prossimo. Il vero monumento dovrebbe essere ciò che gli altri ricorderanno di noi. Punto.

 
Di Redazione (del 15/01/2014 @ 07:33:33, in Canile, linkato 3458 volte)

Il Tar di Lecce la dà vinta alla "Cinofilia società cooperativa sociale onlus", che gestisce un canile a Noha, in contrada Turchio, disponendo l’annullamento degli atti con cui era stata interdetta l’attività di custodia dei cani randagi. Ma nel frattempo arriva un’altra grana, per l’amministrazione comunale: l’Enpa alza le mani e comunica che il canile sanitario, gestito dall’associazione, scoppia. I fatti. Il braccio di ferro tra la "Cinofilia società cooperativa sociale onlus" e il Comune ha inizio a dicembre di due anni fa, quando il dirigente della Polizia locale, Antonio Orefice, revoca le due autorizzazioni rilasciate, nel 2010 dall’amministrazione Coluccia, alla onlus. Ma lo stesso giorno, il sindaco di Galatina, Cosimo Montagna, emette un’ordinanza per ordinare al presidente della "Cinofilia società cooperativa sociale onlus" di continuare a custodire i 136 cani, di proprietà del Comune, sino al completamento del canile municipale. E non basta. Il Tar di Lecce richiama un’altra circostanza del sindaco, del febbraio dello scorso anno, in cui si ordina al presidente della onlus di continuare il servizio. Quindi?

 
Di Albino Campa (del 15/01/2014 @ 07:30:12, in Presepe Vivente, linkato 1624 volte)

Le riflessioni di Marcello D'Acquarica sul presepe e non solo.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 14/01/2014 @ 14:40:40, in NohaBlog, linkato 4086 volte)

Cade o non cade? Questo è il dilemma. Penserete mica che questo dubbio se lo pongano i nostri politici? Ma nemmeno per sogno. “Se cade…dice il pollitico di turno… il Comune paga”. E chi sarebbe questo Comune? Da dove prende i soldi per pagare? Ci stiamo dicendo da lungo tempo che la casa e relativa torre con orologio sono la proiezione ortogonale della politica di Noha e di Galatina. Che ci piaccia o no, è così. E in questo la politica nostrana rappresenta benissimo quella romana: senza colore, né di centro, né di destra e né sinistra. Per guardarla (la politica) basta alzare la testa, e non è solo l’orologio fermo da lustri (o che segna l’ora giusta due volte al giorno), a destare sdegno e paura, ma tutta la struttura nel suo insieme. E non se ne esca il solito oratore di turno accusandoci di sventura profetica. Come se crolli del genere accadessero solo a Pompei.

Vorrei ricordare che sotto quella torre e relativa struttura comunale, con grande dispendio di parate in pompa magna e gloria, si svolgono cerimonie e feste previste dal calendario, che sia politico o religioso poco cambia. Un po’ come se il pranzo di nozze venisse servito in un pollaio. Le responsabilità non hanno due morali, ma incidono sulla stessa faccia, la nostra.

 
Di Albino Campa (del 13/01/2014 @ 21:51:02, in Presepe Vivente, linkato 2355 volte)

Pubblichiamo la photogallery del Presepe Vivente di Noha realizzata domenica 12 gennaio 2014.

Guarda la photogallery su FaceBook

 
Di Marcello D'Acquarica (del 12/01/2014 @ 23:27:36, in Cimitero, linkato 3011 volte)

Non ci sono santi che tengano, il silenzio nel cimitero di Noha, regna sovrano. Sarà per questo che mi vien voglia di parlare. Magari a bassa voce, come se ad ascoltarmi fossero le coscienze. Devo fare in fretta a scegliere il mio primo interlocutore, perché appena varcata la soglia d’ingresso e infilato il primo corridoio a destra, le voci mi assalgono e non so a chi dare retta per primo senza rischiare di far torto a qualcuno. Sono così tanti gli anni che ripasso a mente le centinaia di storie di questa gente, tutta del mio paese, che a volte le confondo con la realtà. La memoria che fa quel che può, e così finisce che ripeto sempre le stesse cose: della disuguaglianza fra chi è ricco e chi no, fra un semplice contadino e un cavaliere titolato, fra un giovane e un vecchio, fra una vergine e un’impura, fra un santo ed un peccatore. Poi però mi viene lo scrupolo e mi chiedo: “Ma i fatti degli altri mi riguardano o no?”.  Ho letto da qualche parte che il credente si differenzia dal non credente perché si preoccupa degli affari altrui. Non vorrei passare per quello che invece, si occupa solo dei propri. Ma qui le differenze fra la condizione morale e sociale dei residenti è eloquente, cioè nessuna. Seppur con il dovuto rispetto cerco di dare a tutti una giusta considerazione. Anche a chi non ha più né volto né nome, a chi magari denuncia solo più  la data di nascita, come se dovesse ancora morire e resiste nonostante lo abbiano costretto in una celletta piccina come la gabbia del gatto di donna Elvira che, quando va in vacanza, oltre a portarsi dietro i biscotti al tonno, lo veste come se fosse lo Scià di Persia. Dico io, ma dove siamo arrivati? La prossima volta, se mi riesce nasco gatto, o cane. Eppure, nonostante l’oggettività delle cose, la disuguaglianza fra eguali la si calpesta passo dopo passo, pure se non alzi lo sguardo, tanto è radicata in questo paese. E’ inutile qui riferirsi alle noiose manifestazioni di disaffezione del bene comune, che differenzia il centro dalla periferia, come dire Noha, Collemeto e S. Barbara da Galatina, tanto sarebbe aria fritta. Si dice anche: raglio d’asino non va in cielo.

 

Canto notturno di un pastore ...

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